La sede delle guardie di Mussolini

Sul lungolago, adiacente alle Orsoline, a Villa  Avanzini era installato il Comando del presidio germanico e a Villa Parisini,in frazione Bogliaco, era l’abitazione Bogliacozione privata di Giovanni Dolfin responsabile della Segreteria particolare.Poco lontano, sulla strada statale, la Caserma degli alpini”Magnolini” era sede delle guardie di Mussolini;

Caserma MAgnolini

La sede delle guardie di Mussolini

La storia della Caserma Magnolini è molto lacunosa, esi-ste veramente poco sul suo conto, ma con pazienza si è potuto scoprire cose interes-santi: le notizie più vecchie risalgono al 1600 quando su quel fondo agricolo viene eret-to un convento intitolato a S: Carlo Borromeo. Con l‟arrivo di Napoleone e dei francesi, viene distrutto a inizio 1800 e il terreno venduto a famiglie benestanti gargnanesi. Queste costruiscono verso la fine del 1800 l’edificio sulla strada, che le carte riconoscono come una cartiera avviata con poco suc-cesso e velocemente chiusa. Solo nel 1913 l‟appezzamento fra Bogliaco e Villa entra a tutto diritto negli annali storici dell‟Italia perché divie-ne luogo di costruzione della Caserma sotto l‟ordine del Ministero della Guerra. Dopo poco (anni ‟20) viene di-smessa fino a quando Benito Mussolini con la sua RSI, la trasforma in quartier generale delle sue truppe perso-nali. Foto d‟epoca testimoniavano l‟attività rinata nella caserma. Purtroppo, dopo la caduta del Fascismo la ca-serma venne abbandonata all‟incuria e al degrado per più di 30 anni. Negli anni „70 diviene sede di un campo profughi per rifugiati Tunisini, ma anche questa fase durò poco. A inizio anni „80 la caserma verte di nuovo in condizioni di abbandono e solo con un accordo fra Amministrazione Comunale e Comunità montana i lo-cali tornarono a essere utilizzati come depositi, sedi di associazioni, punti di ritrovo per attività sportive. Molti si chiederanno perché non è mai stato fatto nulla in pro-posito, ma carte dicono che la proprietà non è comuna-le ma statale, precisamente del Ministero dell‟Interno, che non ha nessun interesse per ora a cedere l‟immobile all‟amministrazione comunale. A onor del vero lungo tutto il „900 le varie amministrazioni comuna-li hanno cercato di acquistare dallo Stato il complesso, ma sen-za successo. Dal 2003 poi, la So-vrintendenza dei Beni culturali e architettonici di Brescia ha vin-colato l‟intero lotto, edifici com-presi, quindi risulta ancora più difficile prevederne il destino. Ci si deve accontentare quindi per ora di vedere, ogni qualvolta che si passa su quel tratto di sta-tale, l‟intero complesso come un brandello di storia gargnanese rimasto intrappolato nel nuovo tessuto urbano costruitosi attorno.